La fotografia dei neonati ed i flash da studio

il flash e la fotografia dei neonatiNel corso delle mie sessioni fotografiche per bambini e neonati, spesso mi capita di imbattermi in mamme che si dicono preoccupate per l’uso dei flash da studio nell’esecuzione dei ritratti ai loro piccoli.

 

Questo succede perchè nel tempo e grazie anche ai social network (che chissà perchè sono diventati degli amplificatori di psicosi di massa) si è sviluppata la credenza che il flash danneggia gli occhi dei bambini.

Il dubbio

Nella mia lunga carriera di fotografo non mi è mai capitato di sentire di qualcuno che abbia avuto danni alla retina dovuti all’uso di flash, ed io stesso, essendo figlio e nipote di fotografi, sono stato sottoposto a raffiche di tutto rispetto e di qualsiasi potenza senza, tuttavia, aver avuto nessun tipo di problema oculistico.

 

Ma la preoccupazione per questa cosa era ugualmente forte, perchè, mi son detto che forse la mia è stata solo fortuna e che magari potrebbe essere vero che il flash danneggi in qualche modo la vista, così ho provato a documentarmi da fonti serie sia italiane che internazionali e, per fortuna, il risultato della mia ricerca è stato molto rincuorante.

La scoperta

Ho scoperto che se si viene fotografati da vicino da un flash particolarmente potente si resta abbagliati e leggermente storditi ma non succede nient’altro.

Semplicemente la retina va in sovraccarico per un attimo e ci da questa sensazione (sicuramente non piacevole) di stordimento, ma per sperimentare un effetto di questo tipo bisogna che il flash sia molto potente e molto vicino agli occhi. Negli altri casi l’effetto è praticamente nullo.

Anche se si viene fotografati spesso o ci si sottopone ad una sessione fotografica di diversi minuti, ai nostri occhi non succede assolutamente nulla.

 

Secondo Don Bienfang, docente di oftalmologia presso la Harvard  Medical School, gli occhi dei neonati sono più protetti di quelli degli adulti, perchè i bambini non hanno nessun interesse ad essere fotografati e, generalmente non guardano mai verso l’obiettivo della macchina fotografica e quindi verso un eventuale flash montato direttamente sulla fotocamera. Inoltre hanno le pupille molto più piccole, il che significa che la loro retina viene raggiunta da una quantità di luce minore rispetto a quella che raggiunge la retina di un adulto.

 

Già quanto appreso fin’ora potrebbe essere sufficiente a toglierci qualsiasi dubbio al riguardo soprattutto perchè in studio non si usano mai flash diretti ma sempre “smorzati” da box diffusori, ombrelli e pannelli di ogni tipo. Per ammorbidire la luce ed avere un effetto più naturale che si addice molto alla fotografia di neonati.

Uno studio di alcuni medici giapponesi del 2006 ha dimostrato che sottoponendo delle cavie all’esposizione ai flash di macchinette commerciali, non si hanno effetti collaterali di nessun tipo. Solo qualche problema si è osservato sottoponendo la cavia a 1000 flash ad una distanza di 10 cm. Cosa che in studio non succede mai.

 

Rischi decisamente più elevati sono, invece, quelli dovuti all’osservazione del sole ad occhio nudo. Infatti ogni volta che si verifica un eclisse di sole si osservano numerosi casi di cecità. Per questo si raccomanda sempre di osservare il sole solo dotandosi di particolari filtri.

 

Per chi volesse approfondire l’argomento si possono trovare notizie e studi interessanti sul sito (italiano) dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità.

Per chi ha ancora dei dubbi, ho una buona notizia: spesso programmo le sessioni fotografiche per i neonati direttamente a casa del cliente, per evitare di stressare troppo il bambino e per rassicurare il genitore, che a casa propria ha meno paranoie. Quando ciò avviene, il set viene allestito nelle vicinanze di una finestra in modo da sfruttare la luce ambiente ed avere risultati più naturali.

E se proprio non è possibile utilizzare la luce ambiente si possono utilizzare luci fisse e comunque schermate ed evitare totalmente l’utilizzo del flash.

 

P.S. Quasi me ne dimenticavo, i neonati si fotografano quasi sempre mentre dormono (quindi con gli occhi chiusi) perchè il loro sguardo non si è ancora fissato e fotografati ad occhi aperti possono assumere espressioni spesso poco gradevoli

 

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